Da Rovenna verso la vetta e ritorno. Un itinerario sulle alture occidentali del lago.
Il racconto del percorso
Il Bisbino è una di quelle montagne che da Como sembrano essere sempre lì. La vediamo sopra Cernobbio, sul confine con la Svizzera, ma spesso la conosciamo meno di quanto pensiamo.
Questa volta siamo saliti partendo da Rovenna. Lasciata l’auto nel parcheggio gratuito, si imbocca la vecchia mulattiera che sale nel bosco verso la vetta.
Il percorso è abbastanza chiaro, ma non bisogna lasciarsi ingannare: si parte da circa 440 metri e si arriva ai 1.325 del Bisbino. Sono quasi 900 metri di dislivello, praticamente senza grandi momenti di tregua.
Ogni tanto, però, il bosco si apre e lascia intravedere il lago. Sono quei piccoli scorci che aiutano a dimenticare almeno per qualche minuto la fatica.
Arrivati in cima troviamo il Santuario della Beata Vergine, il punto di ristoro, il piccolo museo e soprattutto un panorama che, nelle giornate limpide, spazia dal Lario alle montagne svizzere e alle Alpi.
Ma il Bisbino non è soltanto panorama. È un luogo di pellegrinaggi e di memoria, attraversato dalla storia del confine, del contrabbando e delle fortificazioni costruite durante la Prima guerra mondiale. Un monte sul quale la presenza del Santuario è documentata fin dal Trecento e al quale le comunità di Rovenna e della vicina Sagno sono legate da secoli.
E poi, naturalmente, una volta arrivati c’è stato anche il tempo per la fotografia di rito.
La discesa segue lo stesso percorso dell’andata. Il sentiero non presenta particolari difficoltà tecniche, ma il dislivello richiede un po’ di allenamento, scarpe adatte e attenzione al tempo, che in vetta può cambiare rapidamente.
Il racconto del percorso
Il Bisbino è una di quelle montagne che da Como sembrano essere sempre lì. La vediamo sopra Cernobbio, sul confine con la Svizzera, ma spesso la conosciamo meno di quanto pensiamo.
Questa volta siamo saliti partendo da Rovenna. Lasciata l’auto nel parcheggio gratuito, si imbocca la vecchia mulattiera che sale nel bosco verso la vetta.
Il percorso è abbastanza chiaro, ma non bisogna lasciarsi ingannare: si parte da circa 440 metri e si arriva ai 1.325 del Bisbino. Sono quasi 900 metri di dislivello, praticamente senza grandi momenti di tregua.
Ogni tanto, però, il bosco si apre e lascia intravedere il lago. Sono quei piccoli scorci che aiutano a dimenticare almeno per qualche minuto la fatica.
Arrivati in cima troviamo il Santuario della Beata Vergine, il punto di ristoro, il piccolo museo e soprattutto un panorama che, nelle giornate limpide, spazia dal Lario alle montagne svizzere e alle Alpi.
Ma il Bisbino non è soltanto panorama. È un luogo di pellegrinaggi e di memoria, attraversato dalla storia del confine, del contrabbando e delle fortificazioni costruite durante la Prima guerra mondiale. Un monte sul quale la presenza del Santuario è documentata fin dal Trecento e al quale le comunità di Rovenna e della vicina Sagno sono legate da secoli.
E poi, naturalmente, una volta arrivati c’è stato anche il tempo per la fotografia di rito.
La discesa segue lo stesso percorso dell’andata. Il sentiero non presenta particolari difficoltà tecniche, ma il dislivello richiede un po’ di allenamento, scarpe adatte e attenzione al tempo, che in vetta può cambiare rapidamente.
Mappa OpenStreetMap · tracciati ricavati dai GPX caricati. Richiede connessione internet.
Distanze e dislivelli sono calcolati dai punti GPS: possono differire da quelli di altre app. Durata e difficoltà richiedono verifica sul campo. Controlla sempre le condizioni del percorso prima di partire.